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Arte

…e se esistesse l’ora di “Educazione al Bello?”

Dopo tanti anni a studiare Storia dell’Arte, ho deciso di spostare la mia attenzione al tema del Bello per cercare di comprendere le ragioni di questa mia passione, iniziando a valutare nuovi punti di vista e differenti ambiti di studio, aldilà di quello puramente storico-critico.

Che cosa muoveva il mio interesse per l’Arte? Qualche indizio l’ho raccolto durante la preparazione dell’esame di Estetica, che mi appassionò moltissimo. Dopo gli studi mi è capitato di tornare sugli appunti presi durante quel corso e di approfondire da autodidatta alcuni dei temi che più mi stavano a cuore. Sono così giunta alla lettura di alcuni articoli di Marisa Musaio, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e autrice di diversi volumi sui temi dell’educabilità umana.

In particolare mi sono imbattuta nel volumetto “Ricerca del Bello e Impegno Educativo” (ed. Vita e Pensiero, 2015): il titolo mi ha fatto scattare subito qualcosa nella testa, è stato come una rivelazione. E già dalle prime righe mi sono ritrovata nel messaggio che il libro vuole trasmettere, attraverso contributi di diversi autori.

Il volume nasce infatti come atti del Convegno omonimo tenutosi presso l’Università Cattolica di Milano il 6 maggio 2014. Bello quindi come categoria estetica…ma anche come strumento di crescita. L’Arte, così come io l’ho sempre concepita, non può limitarsi ad esperienze occasionali di fruizione artistica, ma dovrebbe pervadere la nostra quotidianità, abituando ad allenare non solo gli occhi, ma soprattutto il cuore, ad accogliere le molteplici manifestazioni e forme del Bello che attraversano le nostre giornate.

Un richiamo a quell’ideale etico-estetico di formazione dell’individuo (la “Paideia” degli antichi greci) a cui forse tutti noi, e in particolare chi si occupa di educazione, dovremmo ancora guardare.

Si potrebbe parlare quindi di una vera e propria EDUCAZIONE AL BELLO, da insegnare a scuola, o almeno che da lì dovrebbe partire, dal momento che l’educazione estetica in Italia (basti pensare alle esigue ore di musica) è molto poco tenuta in considerazione E in cosa dovrebbe consistere questa materia?

  • insegnare a “gustare” un’opera d’arte…ma non solo…
  • apprezzare il bello intorno a noi, nella natura, negli ambienti, nelle situazioni…
  • educare alle azioni belle…perchè l’atto bello è sempre un atto di amore!
  • educare ad una dimensione contemplativa, di ascolto e di concentrazione

“Detto altrimenti, la fruizione di opere d’arte, che solo in certi momenti possiamo compiere, non deve rimanere una parentesi isolata, quasi un’oasi nell’assolato e arido deserto delle nostre giornate (…), ma può trovare una continuazione e un prolungamento in un’esistenza attenta ad ammirare e realizzare armonia in se stessi e nei propri comportamenti, nei rapporti con gli altri, a livello istituzionale e sociale, nelle nostre città, nelle nostre istituzioni, nel modo in cui sono scritte le nostre leggi, curati gli edifici pubblici, delineata l’urbanistica, protetto il paesaggio. Si vede così come l’attenzione al bello sia positivamente pervasiva, possa penetrare in tutte le pieghe della vita quotidiana e sia capace di costruire buone pratiche e rapporti felici”.

“Gustare  il bello significa ridare colore, scopo e responsabilità alla vita, che ha da diventare, quotidianamente esperienza di bellezza”.

Si tratta indubbiamente di una sfida ambiziosa, di un cammino impervio, ma anche di una prospettiva finalmente propositiva per la costruzione di un futuro migliore. Voi che ne pensate?