Arte

L’anima degli animali (Esopo docet)

Sì lo so. Ieri grandi moltitudini di addetti ai lavori e appassionati dell’arte si sono affollati ad un appuntamento sicuramente rilevante, il Flash Art Event a Palazzo del Ghiaccio a Milano. Sì lo so (e due), avrei dovuto andarci anch’io, ma, detto con tutta onestà, sarei andata più per poter poi dire di esserci stata che per altro. Insomma, anche questa volta ho voluto fare di testa mia…e all’evento mondano, ancora una volta, ho preferito la visita di una mostra forse di minore richiamo, ma davvero pregevole, sia per gli artisti coinvolti, che per l’allestimento davvero originale e ottimamente curato.
E allora tutti in macchina alla volta di Vimercate, dove il  futuristico Must (Museo del Territorio Vimercatese) ha accolto, tra le labirintiche dell’antica Villa Sottocasa (ove il museo è sorto), la mostra collettiva “Animali” curata da Simona Bartolena. Con l’intento di indagare il ruolo dell’animale nell’arte contemporanea, la curatrice ha riunito le opere di dieci artisti, diversi per tecnica e stile, ma accomunati dalla riflessione intorno ad un argomento, molto caro ad un’animalista convinta come me, ma effettivamente riconducibile alle origini dell’arte stessa, se pensiamo alle pitture rupestri di Lascaux o della Val Camonica.
In mostra le opere di Cracking Art Group (ospite d’onore), Andrea Cereda, Federica Ferzoco, Armando Fettolini, Sara Giannatempo, Nicola Magrin, Gaetano Orazio, Marco Pariani, Fabio Presti, Anna Turina.

Se le lumacone o i suricata multicolor di Cracking Art Group, realizzati in plastica riciclata, sono ormai celebri in tutto il mondo, soprattutto per il messaggio ambientalista delle loro installazioni (non a caso sono stati scelti dalla curatrice come “padrini” della mostra), se le opere in garza di Federica Ferzoco mi sono ormai piuttosto famigliari, altri artisti sono stati delle piacevoli scoperte…o riscoperte. Conoscevo, ad esempio, l’opera di Armando Fettolini, ma la sua serie dedicata agli animali selvatici mi ha stupito per l’incredibile equilibrio tra il bianco candido della tela e la concretezza materica con cui ritrae scimpanzè e iene che,come si suol dire, “bucano la tela” e fissano lo spettatore con i loro occhi profondi.

Che dire poi delle sculture in ferro di Andrea Cereda? lamiere arrugginite e bulloni danno vita a simpatici micioni o ad un imponente rinoceronte, mentre Nicola Magrin sceglie di raffigurare il lupo, animale spesso considerato pericoloso e feroce, nella sua maestosa e misteriosa eleganza di “re della foresta”, attraverso la delicatezza dell’acquarello. Infine, a colpirmi moltissimo, le opere di Anna Turina, scenografa ed artista poliedrica, che con il ferro plasma creature antropomorfe, poetiche e fiabesche: sinuose e sottili figure femminili, dalle ali di farfalla, ma anche piccole balene e conigli umanoidi.

Insomma, la mostra non offre una semplice interpretazione intorno ad un tema, ma riesce davvero a suscitare nello spettatore una serie di spunti sul ruolo simbolico dell’animale e sul suo valore “morale”, così come accade nelle favole di Esopo, dove l’animale spesso racchiude un’esplicita allusione all’uomo, ai suoi vizi e alle sue virtù.

Animali
a cura di Simona Bartolena
fino al 17 marzo 2013
Must – Museo del Territorio
via Vittorio Emanuele II, 53
Vimercate (MB)
orari: mer-gio 10-13; ven-dom 10-13/15-19
ingresso: euro 3, ridotto euro 2

Previous Post Next Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply