Arte

Arte, una piccola allucinazione quotidiana

Laureata in Storia e Critica dell’Arte (nel lontano 2010), da due anni lavoro in un’agenzia di comunicazione ed eventi…così recitano le mie autocandidature che invio copiose ogni sera…e così dovrebbero proseguire:

…in questi due anni non sono diventata, chiaramente, né una storica, né una critica d’arte, a causa di un difetto congenito che mi ha portato a 28 anni a voler essere economicamente indipendente e desiderosa di progettare concretamente la mia vita. Così da da tre mesi vivo con i due uomini della mia vita (uno a due e l’altro a quattro zampe) e un simpatico mutuo che mi farà compagnia (a dio piacendo) per i prossimi 30 anni.

Accade allora che, per forza di cose, si è dovuto rinunciare ad attività esaltanti come il tirocinio gratuito o il lavoro sottopagato, i vernissage infrasettimanali e il cazzeggio artistico-culturale. Ma, come si dice, ciò che non ti uccide, ti fortifica…non solo, ti aiuta anche a far chiarezza sul ruolo che l’arte svolge (o non svolge) nella tua vita, e soprattutto, di quale arte il tuo animo necessiti di alimentarsi.

Ecco, io ho capito che prediligo il disegno e l’illustrazione (matita, biro, carboncino, china…), la scultura,  i libri d’artista, il formato mini …e i piccoli tesori quotidiani ad alto tasso di immaginazione, in grado di portarti davvero in  universi paralleli. Amo quelle manifestazioni artistiche tanto autentiche quanto silenziose, lontane dai riflettori e proprio per questo così preziose e molto più vicine al concetto di arte e di bellezza di tanta spazzatura che riempie prime pagine di giornali e stanze di musei.

Un esempio? un cuscino apparso per caso l’altro giorno sulla mia scrivania. Si tratta di un’opera hand made, (o meglio “hand drawn”) realizzata dal duo artistico “Limbic Lobe’s Lie” (tradotto letteralmente significa “La bugia del lobo limbico”). Lei, Anna Canavesi, è illustratrice, lui, Luca Ranzani, lavora nell’ambito dell’educazione e della neuropsichiatria. Da lì il significato del  nome – il sistema limbico è infatti una struttura celebrale che supporta funzioni legate all’emotività – con cui firmano le loro creazioni: t-shirt, ma anche scarpe e cuscini rigorosamente dipinti a mano.

“Ci piace definire quello che facciamo delle piccole allucinazioni da indossare, per fuggire alla noiosa uniformità del reale” dichiarano gli autori.

In effetti le opere che ho potuto ammirare rivelano, oltre a un indiscussa abilità del segno, un delicato equilibrio tra sogno ed incubo, tra surreale e grottesco: animali e personaggi delle fiabe sono, infatti, i soggetti ricorrenti, in grado di condurci nella “Tana del Bian Coniglio” e fornire rifugio e conforto dalla monotona quotidianità.

In fondo, a che altro serve l’Arte??

Previous Post Next Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply