Arte

Impronte, atto secondo

A volte accadono cose magiche e inaspettate…come essere contattata un giorno da Whirlpool con la richiesta di ospitare la mostra “Impronte” presso la loro sede direzionale di Comerio (Varese).

Una dimostrazione esemplare di come sia possibile, ma soprattutto auspicabile, portare l’arte all’interno delle aziende. Se poi l’azienda in questione ha scritto, con i suoi prodotti, un capitolo della storia del design italiano, è evidente che un decisivo senso estetico le appartenga.


E così, senza farcelo ripetere due volte, io e le mie splendide artiste abbiamo realizzato un nuovo allestimento di “Impronte”, studiandolo ad hoc in relazione agli spazi della reception, dove la mostra è stata accolta. Quello che potrebbe apparire come un semplice trasferimento di opere, dalle stanze dell’antica Villa Pomini a Castellanza all’ampio e luminoso open space che caratterizza la zona d’ingresso di Whirlpool, si è rivelato, invece, una sorta di “Impronte 2”, con un allestimento completamente nuovo, ma che preservasse il senso e lo spirito con cui il progetto era stato concepito, quello cioè di favorire il più possibile l’interazione tra le opere, lo spazio e lo spettatore. Grazie alla splendide pareti completamente vetrate e all’abbondante luce naturale, tutte le opere sono state valorizzate al meglio, mettendo ancor più in evidenza le caratteristiche di trasparenza e leggerezza dei materiali utilizzati.

Dobbiamo ammettere che l’impresa non è stata delle più semplici, ma crediamo che lo sforzo sia stato ampiamente ripagato dal risultato finale. La mostra è stata inaugurata il 17 novembre 2012, in occasione della visita in azienda dei giornalisti partecipanti a Glocal, il festival del giornalismo on-line organizzato da Varesenews. 

Qui di seguito il comunicato stampa diramato da Whirlpool:

Cotone, garza, carta, vetro: sono i materiali “leggeri” delle sculture di cinque artiste, Claudia Canavesi, Federica Ferzoco, Marianna Gasperini, Eva Reguzzoni ed Elisa Rossini, in mostra da sabato 17 novembre nel Centro direzionale Whirlpool a Comerio. L’inaugurazione di “Impronte” è in programma alle 13.00 alla presenza di Guido Borghi, figlio del patron di Ignis Giovanni, e, nelle vesti di madrina, dell’onorevole Lara Comi, europarlamentare membro della Commissione Industria, Ricerca ed Energia. Il taglio del nastro precede l’assemblea dell’Associazione nazionale stampa on line (ANSO), in programma dalle 14.30 nell’auditorium del centro Whirlpool.

Le opere di “Impronte”, selezionate dalla curatrice Manuela Ciriacono, saranno disposte in modo da intrattenere un ideale dialogo con l’ambiente che le ospita, la reception del Centro Whirlpool, e prestarsi a una fruizione il più possibile immediata da parte del pubblico. Pur avendo alle spalle percorsi molto diversi tra loro, le cinque artiste sono accomunate da un linguaggio scultoreo che privilegia l’uso di materiali poveri, leggeri, o addirittura trasparenti, con i quali intessono un proprio alfabeto, dando forma e significato alla realtà che le circonda e alle esperienze vissute. Così in mostra saranno presenti materiali e oggetti apparentemente differenti, ma affini per sensibilità e poetica: cuscini e fotografie per Elisa Rossini, calchi in garza e forme in ceramica per Federica Ferzoco, composizioni in vetro e disegno a carboncino per Marianna Gasperini, carta giapponese e carta velina per Eva Reguzzoni, ferro e cartone per Claudia Canavesi.

Le cupole di Claudia Canavesi sospese lungo lo scalone principale

«Se si potesse attribuire un genere a un brand, l’unico marchio di elettrodomestici che i consumatori potrebbero considerare femmina è il marchio Whirlpool, marchio che ha fatto del Sesto Senso, qualità riconosciuta come tipicamente femminile, la sua arma di seduzione tecnologica -dichiara Giuseppe Geneletti, director corporate communications and learning & development di Whirlpool EMEA. Le sensibilità delicate di queste artiste ci permettono di esplorare un universo emozionale dove vivono materiali quotidiani e domestici, luci e colori, forme e grafiche orientate al femminile».

 

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