Arte

Nelle vostre mani, l’arte di Elisa Rossini

Fino al 20 ottobre sarà possibile visitare la mostra personale di Elisa Rossini, presso il nuovo “Spazio Arte Giovane” all’interno della Biblioteca Comunale di Busto Arsizio. Prima o dopo la visione della mostra, potete leggere il testo di presentazione scritto da me. Eccolo qui.

“Con una tesi di laurea in Scultura intitolata “Io e Gregor Mendel”, Elisa Rossini ha rivendicato da subito la diretta discendenza della sua arte niente meno che al padre della genetica moderna: da colui che teorizzò i principi dell’ereditarietà biologica, Elisa eredita, per l’appunto, un metodo di lavoro che coniuga biologia, matematica e logica, ed un’ossessione autentica nel tentare di comprendere quel legame tanto invisibile quanto innegabile tra Uomo e Natura. 

Se Mendel credeva dunque che “le forze della natura agiscono secondo una segreta armonia, che è compito dell’uomo scoprire per il bene dell’uomo stesso”, Elisa Rossini prosegue, da brava allieva, su questo percorso, traducendo i risultati del suo lavoro in testimonianze visuali, avvalendosi, ogni volta, del mezzo espressivo più funzionale all’esplicitazione della ricerca effettuata: dalla fotografia alla performance, dal video alla scultura.

Le sue opere spesso coincidono con l’atto stesso della sua ricerca: Elisa analizza, semplifica, cataloga e classifica forme naturali, come nella sua “collezione di farfalle”(tre cassette entomologiche in cui sono racchiusi dei gherigli di noce e la loro rispettiva enumerazione morfologica, vincitrice della Targa d’oro per la Scultura al Premio Arte 2011), ma anche situazioni ed esperienze personali, come in una delle sue ultime opere “le 33 fatiche di Elisa” (in cui ricama su dei cuscini le altimetrie delle escursioni da lei portate a termine).

Quanto, dunque, del metodo di Mendel può considerarsi in anticipo sulle tematiche dell’arte contemporanea,
e, viceversa, quanto dell’opera di Elisa è riconducibile ad un puro e semplice studio scientifico dell’esistente?
Ebbene, esiste un momento ben preciso, nel processo creativo di Elisa, in cui lo scarto tra scienza e arte si
fa palese e ciò accade quando la pura intuizione scientifica assume una dimensione narrativa e diventa
rappresentazione simbolica dell’esistenza umana.
Ecco che allora un chicco di riso diventa strumento per misurare il vuoto trattenuto nelle nostre mani, il seme
di un soffione diventa metafora di una “separazione famigliare”, l’analisi ed il confronto delle caratteristiche
fisiche degli elementi diventa riflessione profonda sull’unicità di ogni essere vivente.
La scienza diventa arte, dunque, nell’istante in cui si pone al servizio di un racconto, un racconto personale, intimo o collettivo, singolare o universale, ma pur sempre umano. 

Così, anche la fase di classificazione numerica non è mai fine a sé stessa, ma adotta il ritmo di un rito, che
acquista, per l’artista stessa, un’evidente funzione catartica, di scansione ordinata del tempo, delle cose che
la circondano, del suo animo.
Rituale è la caratteristica precipua del suo “modus operandi”, “Rituale” il titolo di una sua opera del 2007 in
cui documentava, giorno dopo giorno, il gesto quotidiano dello struccarsi il volto. Rituale, infine, l’oggetto
della sua prossima performance “Comunione”, ideata in occasione della mostra personale che si terrà a
settembre in Busto Arsizio. Elisa torna nuovamente a lavorare sulla simbologia delle mani in raccoglimento, non più per dare forma al vuoto creato dalla loro concavità (come in “Simili, ma pur sempre diversi”, 2008), ma, al contrario, per  offrire testimonianza del gesto delle mani protese, secondo le modalità del rito sacro, in segno di accoglienza e di fiducia. Un ribaltamento di prospettiva, dal negativo, al positivo, per offrire la rappresentazione visiva di un particolare anatomico, che nelle impronta delle dita, nelle linee e nei solchi del palmo, racchiude la storia personale ed unica di ogni singolo individuo”.
La Performance “Comunione”

“L’inaugurazione della mostra di Elisa Rossini  intende portare il pubblico nel vivo della sua ricerca artistica, letteralmente inserendo i visitatori all’interno di una sua opera, rendendoli protagonisti della performance “Comunione”, con cui si aprirà ufficialmente la mostra. L’artista, che ama mettere sotto la lente di  ingrandimento elementi naturali ed oggetti appartenenti alla sua quotidianità, sceglie di estendere la sua analisi all’uomo, al valore simbolico dei suoi gesti e alle situazioni, ma soprattutto alle relazioni, che tali azioni innescano. Nella performance “Comunione” l’attenzione di Elisa è rivolta alle dinamiche del dare e del ricevere, in particolare al gesto delle mani raccolte e protese in avanti, gesto che rimanda al rito cristiano, ma che possiede nel linguaggio del corpo una valenza universale, come volontà di offrirsi all’altro senza riserve e di accogliere con altrettanta gioia quanto ci viene donato, quindi come segno di fraternità e solidarietà.  La
performance avrà inizio già nei giorni precedenti l’inaugurazione, coinvolgendo, a sua insaputa, tutta la cittadinanza e facendo in modo che l’invito alla mostra, idealmente compiuto da Elisa, si insinui silenziosamente e con estrema umiltà nella “ritualità” popolare di procacciarsi il “pane quotidiano”. Il pubblico che accoglierà tale invito, potrà prendere parte alla cerimonia di inaugurazione, lasciando che Elisa sigilli la loro dimostrazione di fiducia, effettuando un calco in gesso delle loro mani.  La successione dei calchi realizzati nel corso della performance  offrirà, quindi, testimonianza visiva e materiale della sottile, momentanea, eppure quanto mai autentica relazione che l’artista ha saputo instaurare con il suo pubblico”.

INFO:
Nelle vostre mani – mostra personale di Elisa Rossini
a cura di Manuela Ciriacono
Spazio Arte Giovane
presso Biblioteca Comunale di Busto Arsizio
via Marliani 7, Busto Arsizio (VA)
Orari: lun-ven 9.00-19.00; sab 9.00-18.00. domenica chiuso.
tel. 0331.635123

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