Arte

Pillole di zen per l’artista contemporaneo

Se è vero che l’arte non conosce confini, non potrete stupirvi che a Olgiate Olona vada in scena una mostra collettiva dedicata al la cultura del Sol Levante. Questa è l’ultima sfida che mi è capitato di affrontare: una riflessione sul testo “Il mio Individualismo” di Natsume Soseki, scrittore e studioso giapponese. Non è stato semplice, lo ammetto, ma una volta sviscerato il testo, ho potuto constatarne l’estrema attualità (il saggio di Soseki è del 1914) e la possibilità di un insegnamento morale estremamente prezioso, di cui tutti dovremmo fare tesoro:

“Ecco qui la via che dovevo seguire! Finalmente l’ho trovata!” Quando questa esclamazione potrà venire fuori dal profondo del cuore, potrete per la prima volta raggiungere la serenità.
Con un omaggio al grande scrittore giapponese Natsume Soseki, lo Spazio Danseei celebra oggi i suoi dieci anni di attività espositiva, condotti sotto la guida lungimirante del suo fondatore Fermo Stucchi.  La mostra “il mio individualismo”, visitabile dal 2 al 29 giugno, riflette a pieno lo spirito con cui in questi anni Fermo Stucchi ha improntato il suo rapporto con gli artisti, in termini di una progettualità condivisa, frutto di un confronto e di uno scambio intellettuale tra gallerista ed artista.
In questa occasione lo Spazio Danseei riunisce in una collettiva gli artisti che più volte sono stati ospiti, interpreti ed interlocutori di questo spazio, cosicché  la mostra diventi un omaggio a loro e a quell’autentico spirito di promozione culturale portato avanti negli anni. Ad offrir loro ispirazione sono stata scelte le parole del maestro giapponese Natsume Soseki, contenute nel suo saggio “Il mio Individualismo” (Duepuntiedizioni, 2010).
Concetto chiave della società contemporanea, il termine “individualismo” fa riferimento, nel mondo occidentale, a quella tendenza ipertrofica del Sé tipica di una società fortemente individualizzata, ma che al contempo produce un Io ontologicamente insicuro, privo di coordinate e fluttuante nella sovrabbondante offerta di stimoli e opportunità accessibili. Di fronte ad uno scenario del genere, quanto mai quotidianamente verificabile, l’individualismo prospettato da Soseki rappresenta, invece, un percorso nettamente controcorrente, di ascolto interiore e riscoperta di noi stessi.
Individualismo, dunque, come vera e propria individuazione del Sé, della propria vocazione, del proprio cammino da seguire, lontano dai condizionamenti provenienti dal mondo esterno, rifiutando l’omologazione, l’autorità ed i giudizi altrui. Se, dunque, il rafforzamento della propria individualità coincide con il raggiungimento della serenità, è altrettanto vero che la conquista di una vera autonomia intellettuale comporta, per l’individuo, un progressivo ed inevitabile distacco dal mondo aldifuori di Sé, a favore di una libertà interiore che sia davvero incondizionata.
La ricerca della propria identità risulta, per Soseki, indissolubilmente connessa al ruolo che ciascuno intende occupare all’interno della “società degli adulti” ed implica un percorso non privo di momenti di scoramento e difficoltà, per giungere infine alla scoperta e alla verità.
Ricerca e Scoperta costituiscono (insieme al Rispetto per la libertà altrui) due concetti fondamentali dell’Individualismo di Soseki e, come tali, assumono un significato certamente amplificato se traslato dal percorso di formazione del singolo individuo a quello specifico dell’artista, dove, alla propria identità di persone, si aggiunge una ricerca perenne e complementare della propria identità artistica.
La figura dell’artista assurge in questo modo a simbolo per eccellenza di quel sentimento di esclusione ed isolamento che deriva dalla costruzione di un pensiero indipendente. Tuttavia, la dimensione di solitudine a cui l’artista sembra essere destinato, vero e proprio “mito” di tanta letteratura romantica d’occidente, viene restituita da Soseki attraverso una nuova prospettiva: non più come sconfitta subita dal conflitto con la società, ma come chiave risolutiva per la crescita della propria personalità, per l’esplicitazione del proprio Io artistico e l’accettazione del proprio ruolo di artista all’interno di una società dove l’Arte diventi, finalmente, un elemento di riscatto e di elevazione spirituale collettivamente condiviso.
Ognuno degli artisti coinvolti nel progetto ha così offerto la propria interpretazione del concetto di Individualismo, partendo dalle parole di Soseki o dalla sue esperienza personale intorno al tema.
Questi gli artisti in mostra: Azelio Corni, Jessica Cappellari, Armando Fettolini, Valentina Persico, Ivo Stelluti, Omar Mossali, Perini, Marianna Gasperini, Bonoli, Claudia Canavesi, Cereda, Bianchetti.
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