Arte

Avanti ancora. In ordine sparso.

Con piacere pubblico il testo da me redatto per la prima mostra in cui è apparso il mio nome come curatrice. Una grande soddisfazione che voglio condividere con voi:

Avanti Ancora. In ordine sparso
Mostra di Luca Dellantonio

6-21/06/2009

SpazioZero
via Ronchetti 6, Gallarate (VA)
Organizzazione: Metamusa
A cura di: Manuela Ciriacono
“L’atelier di Luca è forse la sua opera più grande e più bella, che racchiude il senso di tutte le altre.
Tra quadri d’epoca e vecchie foto di famiglia, la casa-studio trattiene con forza memorie e sfoggia contemporaneamente le tracce di chi ancora la abita: opere appena concluse asciugano in giardino, molte invadono il soggiorno, mentre altre ancora, più datate, sono appese alle pareti in attesa di una nuova chiamata. Nell’aria è già in atto quel gioco del comporre che vede accostati frammenti di realtà sottratti al tempo che passa. Questa stratificazione di immagini, di vita e di tempo è la materia prima con cui Luca crea le sue opere. Non c’è un unico tempo presente da cui l’opera ha origine, ma essa sorge all’incrocio di flussi temporali, dal combinarsi di brani di tempo sotto forma di vecchie tele spezzate, ritagli di volti enigmatici, stoffe, corde, chiodi e lettere sparse. Un amalgama espressivo, autoreferenziale e autobiografico poiché racconta l’arte di Luca e Luca stesso. Tuttavia non c’è casualità in questo collage, ma anzi sembrano agire sotterranee forze del destino a favorire l’incontro tra passato e presente, evocate da una piana volontà dell’artista di ricomporre e di mettere ordine. E allora, “avanti ancora, in ordine sparso” indica questo attingere dell’artista a piene mani in uno sparpagliarsi di idee fluttuanti, ma sempre con l’intento di ri-creare un nuovo dis-ordine, per rispondere ad un’esigenza quasi compulsiva di fare arte che prescinde anche dalla disponibilità di materiali prefissati e giunge a fagocitare allegramente il quotidiano. Cuori e violini escono da un baule antico dove sono stati custoditi gelosamente fino adesso, mentre nel frattempo nuove donne vitruviane hanno abbandonato romantiche illusioni e sono diventate protagoniste vincenti e coraggiose della vita, nuove eroine che si stagliano al centro della tela. Un effluvio di toni caldi permea le opere creando un insieme di sensazioni avvolgenti: come un vento morbido che, sfiorandoti appena, ti racconta di storie lontane, dell’attimo appena passato, di un’emozione improvvisa e di te che ora di questo mondo fai già parte”.

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